Una storia di fatale tragedia, di passione, violenza e amore. Con un discutibile lieto fine. Una rappresentazione violentemente suggestiva grazie alle gotiche scenografie, ai costumi fantasiosi, ai meravigliosi visi truccati di ballerine e ballerini, alle coreografie visionarie.
La seconda rappresentazione del Fatidicus 2005 al Palio del Daino è andata in scena ieri sera dopo la prima produzione dello spettacolo avvenuta nel 2001. E' una storia estremamente semplice. Parla del fato, della tragedia che su chiunque può abbattersi se capita di trovarsi al momento sbagliato, nel posto sbagliato. Durante una notte di festa e baldoria, il giovane Atteone e i suoi amici capitano in un castello abbandonato. Atteone ha la sventura di posare il suo sguardo sulle grazie di una dea. E' lo scatenarsi del destino malefico e della maledizione: Atteone è condannato ad una lenta e terrificante trasmutazione in un daino. Lotterà con tutte le sue forze per sottrarsi al suo destino, ma senza successo: le forze malefiche contro di lui scatenate sono tanto meravigliosamente belle quanto forti e spietate. Nulla possono il suo corpo possente e la sua voglia di vita. Alla fine è solo grazie all'amore che si salverà. Magari è vero. Chi lo sa? Ma nello spettacolo l'esito sembra poco credibile. Unica pecca dello spettacolo. Tanto che nella versione originale, Atteone, ormai trasformatosi in un daino portava a compimento il suo tragico destino, morendo sbranato da un'orda di cani randagi.
Per capire di che cosa si tratti, potete dare un'occhiata al sito della compagnia che lo mette in scena, l'Oplas Teatro. Qui (Scarica RealPlayer) trovate anche un clip dello spettacolo. Li ringrazio per le grandi emozioni che mi hanno trasmesso ieri sera. Peccato sul loro sito non abbia trovato un calendario delle prossime rappresentazioni.
Insomma ieri sera, il mio Palio è stato Fatidicus. Non ho fatto altro che godermi il potente spettacolo e bermi una buonissima grappa con gli amici dopo mezzanotte all'Osteria dei Pellegrini.
Il Palio di Giulia
Ho pensato di far raccontare la sua serata al Palio ad una mia amica, la piccola, incantevole, Giulia. Ecco qui sotto quello che ha visto e sentito. Non credo abbia raccontato proprio la sua serata. Ma la descrizione della festa è veramente bella. Ecco qua:
Falchi al tramonto
Anche la seconda serata è trascorsa, tra le mura del magico castello di Mondaino. Sarà merito del passaparola della gente che, incantata dall’atmosfera delle prime rapresentazioni, ha raccontato e incitato amici e conoscenti, affinchè anche loro potessero assaporare i profumi e il gusto propri delle contrade del borgo, ma proprio queste ultime, ieri sera, si presentavano più gremite di visitatori che mai... tutti subito incantati di fronte al volo di maestosi falchi che, all’imbrunire, sfilavano nel vento, quasi a voler disegnare infiniti cerchi. Obbedienti ai comandi degli abili falconieri, loro fidati padroni, questi maestosi animali hanno lasciato il pubblico incantato, col naso all’insù ,incredulo di fronte all’eleganza che le lunghe ali di protagonisti così particolari trasmettevano.
Conclusosi nell’arco di una mezz’ora densa di stupore e soddisfazione, lo spettacolo ha lasciato spazio alla serata.
Con l’addensarsi dell’oscurità crepuscolare, i falchi sono tornati sulle braccia dei falconieri, incappucciati, ma sempre vigili, in mezzo al passeggio di chi, voltandosi, restava ammaliato dal piumaggio di un volatile così raro ed in quel momento, tanto vicino a sé.
Impossibile trovarsi a vivere dei tempi morti. Anche le brevi attese che intercorrono tra uno spettacolo e l’altro riescono perfettamente ad essere colmate dai mille artigiani che, in ogni angolo di strada, filano, tessono, scolpiscono legno e pietre dalle quali nascono fantastiche figure.
Fatidicus
Ecco che quel costante sottofondo di musica medioevale aumenta sempre più di tono.. l’attenzione dei passanti viene carpita e trascinata ancora una volta nella piazza Maggiore del Borgo dove la riproduzione di lotte e combattimenti sta per cominciare.
Lucenti spade tagliano lo spazio che separa i combattenti, coordinazione e ferocia simulata ricreano esattamente l’atmosfera dei duelli cinquecenteschi che, fino a ieri,ero abituato a vedere soltanto filtrati dallo schermo di una qualche televisione.
Ed è alla fine di questo secondo spettacolo che le molte locande iniziano a riempirsi di persone, attratte dagli invitanti profumi che dalle cucine si diffondono, fino a raggiungere chi desidera assaporare le portate di cui si legge su menù e tabelloni affissi nei rispettivi ingressi.
Nobili, milizia et vulgo
Intanto, sotto una luna piena che illumina il cielo di una luce rossastra, tamburi e cornamuse aprono la strada a corte di “nobili, milizia et vulgo”, seguiti da abili sbandieratori. E’ un piacere per gli occhi anche solo osservare gli abiti che questi indossano. Tessuti lucenti, bordure in pizzo, coroncine sulle acconciature delle dame e imponenti copricapo portati dagli uomini. La camminata e la postura non perdono neppure per un attimo la rigida impostazione medioevale. Le bandiere volano in alto e ruotano sopra le nostre teste, per poi riscendere e cadere nelle ferme mani dei componenti della Compagnia.
Intanto piccoli gruppi di visitatori si soffermano, sorridenti, a seguire gli intrattenimenti di un gruppo di alchimisti. Beveroni magici che cambiano colore, intrugli che colpiscono il pubblico vengono presentati da un gruppo di ragazzi abbigliati da speziali,che diffondono, con le loro battute, l’ilarità tra gli animi degli spettatori.
Ammirevole è la cortesia di ogni artigiano, pellai che non esitano a scambiare battute con chiunque passi davanti al loro banchetto, liutai che spiegano ai turisti interessati la procedura seguita per la creazioni di quei magici strumenti..
Ecco che la festa si avvia verso la conclusione. Per un’altra volta, gli spalti di Piazza Maggiore si riempiono, sta per andare in scena lo spettacolo dei trampolieri: Fatidicus. Ballerini, alti più che mai, svettano sopra qualsiasi spettatore, con una sorprendente agilità, danzano, saltano, recitano con le loro movenze. Un giovane tramutato in daino come punizione, per aver osservato una dea, canta la sua storia. Dei piccoli e simbolici effetti speciali, arricchiscono la scena, che si svolge su fondali e note dolci ma coinvolgenti.
Lo Sarracino
La serata termina in allegria. Lo spettacolo di Hammel, mangiafuoco e fachiro, rende protagonisti uomini, donne e bambini scelti a caso dal pubblico. La sua simpatia non soffoca, tuttavia, la bravura e il controllo che dimostra con fiamme e cocci di vetro…
Vino
E quando tutto sembra finire, almeno per quella notte, non resta che ripercorrere con gli amici i momenti più affascinanti della serata di fronte ad un buon bicchiere di vino..