Bobo è qualche anno che va raccontando una storia che, a detta sua, ha ascoltato qualche anno fa da un non meglio specificato anziano di Mondaino. La storia narra di San Feliciano e del suo ruolo nel paese e nella parrocchia di Modaino.
I fatti sarebbero questi:
Anticamente il patrono del comune e "titolare" della chiesa maggiore era San Feliciano Martire, in effetti la tradizione vuole che una reliquia del santo sia arrivata a Mondaino nell'ottocento e che tutt'ora l'altare del crocifisso sia dedicato a tale Santo.
Poi in data antica, ma non specificata, ci fu un incendio alla chiesa maggiore. Tale incendio fu imputato alla potenza del santo, troppo potente per una parocchia piccola come quella di Mondaino e per logica conseguenza i mondainesi decisero di sostituirlo (per eccessivo merito, come si fa con i politici) con San Michele Arcangelo, che avendo già un sacco di Parrocchie non si sarebbe preoccupato troppo di quella di Mondaino.
Ma, sempre Bobo qualche anno fa andava predicando, sotto gli influssi del Santo Giovese di Romagna, un'altra versione. Secondo questa, infatti, l'incendio non sarebbe dovuto all'eccessiva potenza di San Feliciano ma al suo essere un Santo "Girandolone" con il brutto vizio di lasciare la parrocchia incustodita per recarsi all'estero. In effetti reliquie di San Feliciano vengono vantate in molte parti d'Italia, in Francia e in Germania.
Comunque sia, oggi, il santo ufficiale di Mondaino è San Michele Arcangelo e si festeggia il 29 settembre.
Il bello della storia, però, arriva ora ed è coinvolto Il Palio de lo Daino.
Il Palio di Mondaino è nato 19 anni fa e le prime edizioni si svolsero a cavallo della festa del patrono, fine settembre - primi di ottobre. Nei giorni di San Michele Arcangelo. Questo accadde per, mi pare, due o tre edizioni.
Poi, gli organizzatori decisero di spostare la manifestazione in un'altra data. Quale ??? Provate indovinare!!!
La terza domenica di Agosto.
Quale santo (fra gli altri) si festeggia nella corrispondente settimana a Mondaino ?
Uno a caso: San Feliciano!!!!
Abbiamo la dimostrazione di tutto ciò in un foglio che promuove le fiere e i mercati del mercoledì di Mondaino degli anni '50. Terzo mercoledì di agosto: San Feliciano.
E qui il cerchio si chiude, quello che i Mondainesi hanno tolto nei secoli passati a San Feliciano è stato oggi restituito. L'evento principale del paese si tiene infatti nei giorni dedicati a tale santo.
E' tutto casuale ???
bhe!!!!
Visto l'andamento metereologico dei giorni del palio:
Mondaino, domenica ore 14.00 (circa)
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... si potrebbe rispondere: No!!!
A noi piace pensare proprio che San Feliciano protegga la manifestazione, visto che la domenica il palio si è svolto normalmente ed è stato "miracolato" dal tempo che alle quattro si è messo al bello e a tenuto per tutta la serata, mentre tutt'attorno erano tuoni fulmini e saette.
Quindi gli Zanzeri, con tanto di presidente (Lupo) nelle veste dei Feliciani della Confratenita de lo Santo Feliciano hanno ringraziato il Santo riportandolo per l'occasione nella sua dimora che fù.
Li Zanzeri
Siamo pronti si parte, direzione Mondaino.
Grazie ai potenti mezzi della Proloco di Mondaino portiamo il nostro carretto in scena ...
E' giovedi ed il Palio sta per cominciare, noi prepariamo quanto necessità ai nostri spettacoli:
- La confraternita de lo Santo Feliciano messo in scena da Bobo, Claudia e Fabio;
- li Mercatanti de lo Contado messo in scena da Mauro, Sivia ed Ermes con la consulenza storica del Lupo (Alberto).
Ecco a voi le foto dell'allestimento del mercato:
Ok, tutto pronto???
Si
Allora si parte ...
Certo, ma dopo aver carburato a dovere presso una delle Taverne delle contrade.
Eccoci qua nella taverna del Castello:
Ben contenti, alfine, siamo partiti.
Il giovedì e il venerdì sono andati molto bene per la festa e per le nostre animazioni spettacoli. Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto e dalla risposta del pubblico.
Un'ultima nota, il giovedì ci siamo presi la libertà di andare a vedere lo spettacolo principale della serata: Fatidicus.
Con un po' di nostalgia (io e Bobo siamo stati protagonisti della messa in scena del 2001) e molta curiosità ci siamo seduti nella piazza maggiore mentre gli OPLAS allestivano la scena.
Sono rimasto un po' deluso, secondo me l'allestimento 2005 di Fatidicus è stata un po' deludente. I danzatori sono risultati un po' sottotono e lo spettacolo complessivamente risuta più difficile e meno interessante. Peccato.
Fabio
I giorni precedenti l'inizio del Palio sono stati dedicati alla messa a punto del materiale necessario ad allestire l'animazione itinerante "La confraternita de lo Santo Feliciano". Si dice sempre che è uno spettacolo già fatto ... poi non si finisce mai di sistemare!!!!
La grossa novità di questa edizione del Palio è lo stendardo di San Feliciano opera del pittore Mondainese Phelan Black:
Infinite grazie Phelan per questa vera e propria opera d'arte.
Partire dalla tela e arrivare allo stendardo sembra un lavoro facile, e invece non è proprio così. C'è voluto il suo tempo ...
chiedere a Claudia ....
Poi occorreva revisionare il carretto ... ogni 500 anni va pur fatto!!!
Per fortuna c'ha pensato Bobo ...
Pronti tutto ok, ora si parte ...
No c'è da aspettare Bobo che sta entrando nella parte di Frate Puccio ...
... il Palio de lo Daino di Mondaino non è ancora cominciato ... e li Zanzeri sono ancora a San Teodoro ...
Ringraziamo Michele e Giulia per aver raccontato su questo sito le sensazioni e le emozioni che gli ha fatto vivere il Palio de lo Daino.
Ricordiamo che il Palio è stato vinto con merito, anche quest'anno, da Alessandro e Filippo che corrono per la Contrada Castello.
Com'è andato il Palio?
Io direi bene, nonostante il maltempo che ha ridimensionato la serata di sabato e ci ha tenuto sulle spine per tutta la domenica.
Complimenti alla Proloco di Mondaino per la perfetta organizzazione.
Il palio de li Zanzeri?
Lo raccontiamo in differita i prossimi giorni ... siamo ancora troppo stanchi!!!!!
Fabio
Comunque erano anni che non si sentiva più una fiera di Senigallia, quest'anno si è sentita e per noi questo è un bel segno.
Alla fine possiamo dire che quella dell'agosto 2005 è stata un'edizione autunnale del Palio del Daino. La pioggia di sabato sera e la fresca temperatura della serata di chiusura, ieri, hanno creato un'atmosfera inconsueta ma non meno piacevole.
In effetti l'affluenza di gente per i vicoli del castello, la domenica sera, la serata di chiusura, mi è apparsa più limitata rispetto ad altre edizioni. Ma tanto meglio visto che passeggiare per il borgo era davvero piacevole e rilassante.
Graziosi incontri
Usciti dalla Taverna del Contado dove abbiamo gustato un fantastico piatto di tagliatelle ai porcini e poi una bella e abbondante porzione di castrato arrosto, io e il mio compare, convinto a fatica ad abbandonare i piaceri delle chiacchiere nel bar soto casa, siamo incappati, su per il Vicolo di Levante in due care amiche questa sera particolarmente splendenti e carine.
Seppure il gusto della conversazione a due non faccia difetto a me al mio amico, l'incontro con le due romagnol donzelle e la possibilità di spostare il registro della serata da riflessioni futbol-filosofiche alla passeggiata in allegria con due belle ragazze ci ha fatto piacere.
Li sperimenti de li Alchemici
Qualche decina di metri passeggiando ed eravamo già fermi a ridere in Piazzetta della Canonica. Nel piccolo slargo che si apre poco prima della Taverna de lo Castello un insolito ed esilarante gruppo di frati alchimisti medievali stava mostrando alla piccola folla radunata una serie di "portentosi sperimenti" di alchimia.
Un tavolaccio zeppo di intrugli, boccette, polveri dagli strani colori, odore di zolfo e solventi, bocce di vetro dall'abominevole contenuto e molto altro. E dietro il tavolaccio, l'inquietante Frate Largum, il dotto Fra Cassum e il goliardico Fra Idum. A completare il quadro, Fra Petta, un insolito frate donna decisamente molto carino e avvenente come suggerisce del resto il nome.
Gli "sperimenti" consistevano in un improbabile circuito di trasformazioni della materia che partivano mi pare da un Camparum Sodam che tramite intrugli e additivi veniva alchemicamente trasformato in limonatam anche grazie all'intercessione di San Bitter, per poi passare tramite un merdarium (sorta di catino da notte medievale) e trasformarsi in non so quale strano intruglio dai colori in sequenza cangianti come quelli di un semaforo.
Il tutto avveniva in una totale confusione, rimbrotti, tracannamenti di brocche di vino bianco, inciampamenti e fuori programma, minacciosi ed inquietanti avvertimneti di Frate Largum verso il pubblico e i colleghi, maltrattamenti dei bambini in prima fila. Una comicità naturale, istintiva quanto sgangherata ed esilarante, assolutamente degna, a mio modesto e volgare parere, di ben altra piazza. Ad esempio della Maggiore, dove uno spettacolo del genere, magari ripulito da alcune volgarità appena sopra le righe, sarebbe veramente qualcosa di eccezionale.
Finale col botto
In effetti lo spirito goliardico dello spettacolo ci è un po' rimasto dentro e abbiamo continuato il nostro giro ad osservare le belle bancarelle del Vicolo di Ponente dove abbiamo anche visitato l'affascinante lupanare. Alla fine del Vicolo, sotto la Piazza Maggiore, siamo poi stati sorpresi dal grande spettacolo pirotecnico e siamo rimasti a testa in su a guardare l'esplosione di colori in cielo per venti minuti.
Mentre la folla scorrendo a fianco della piazza si metteva in fila per uscire dalla Porta Marina, noi non abbiamo resistito all'idea di andare a salutare la simpatica
gente e gli allegri osti dell'Osteria del Pellegrino. Lo sappiamo che qui c'è sempre allegria ed anche in serbo per noi una grappa speciale e un bicchiere di rosso da ricordare.
Grazie a Mondaino
Non rimane che ringraziare Mondaino e tutti i mondainesi, tutti gli artisti e tutti gli artigiani, per le magnifiche serate passate vissute grazie a loro. Un grazie speciale a Li Zanzeri per l'opportunità datami di raccontare sul loro sito il mio
Palio. Ed un ringraziamento finale a Giulia, per il suo pezzo che mi è stato di aiuto un giorno che ero un po' a corto di idee.
Ciao, Michele
Una storia di fatale tragedia, di passione, violenza e amore. Con un discutibile lieto fine. Una rappresentazione violentemente suggestiva grazie alle gotiche scenografie, ai costumi fantasiosi, ai meravigliosi visi truccati di ballerine e ballerini, alle coreografie visionarie.
La seconda rappresentazione del Fatidicus 2005 al Palio del Daino è andata in scena ieri sera dopo la prima produzione dello spettacolo avvenuta nel 2001. E' una storia estremamente semplice. Parla del fato, della tragedia che su chiunque può abbattersi se capita di trovarsi al momento sbagliato, nel posto sbagliato. Durante una notte di festa e baldoria, il giovane Atteone e i suoi amici capitano in un castello abbandonato. Atteone ha la sventura di posare il suo sguardo sulle grazie di una dea. E' lo scatenarsi del destino malefico e della maledizione: Atteone è condannato ad una lenta e terrificante trasmutazione in un daino. Lotterà con tutte le sue forze per sottrarsi al suo destino, ma senza successo: le forze malefiche contro di lui scatenate sono tanto meravigliosamente belle quanto forti e spietate. Nulla possono il suo corpo possente e la sua voglia di vita. Alla fine è solo grazie all'amore che si salverà. Magari è vero. Chi lo sa? Ma nello spettacolo l'esito sembra poco credibile. Unica pecca dello spettacolo. Tanto che nella versione originale, Atteone, ormai trasformatosi in un daino portava a compimento il suo tragico destino, morendo sbranato da un'orda di cani randagi.
Per capire di che cosa si tratti, potete dare un'occhiata al sito della compagnia che lo mette in scena, l'Oplas Teatro. Qui (Scarica RealPlayer) trovate anche un clip dello spettacolo. Li ringrazio per le grandi emozioni che mi hanno trasmesso ieri sera. Peccato sul loro sito non abbia trovato un calendario delle prossime rappresentazioni.
Insomma ieri sera, il mio Palio è stato Fatidicus. Non ho fatto altro che godermi il potente spettacolo e bermi una buonissima grappa con gli amici dopo mezzanotte all'Osteria dei Pellegrini.
Il Palio di Giulia
Ho pensato di far raccontare la sua serata al Palio ad una mia amica, la piccola, incantevole, Giulia. Ecco qui sotto quello che ha visto e sentito. Non credo abbia raccontato proprio la sua serata. Ma la descrizione della festa è veramente bella. Ecco qua:
Falchi al tramonto
Anche la seconda serata è trascorsa, tra le mura del magico castello di Mondaino. Sarà merito del passaparola della gente che, incantata dall’atmosfera delle prime rapresentazioni, ha raccontato e incitato amici e conoscenti, affinchè anche loro potessero assaporare i profumi e il gusto propri delle contrade del borgo, ma proprio queste ultime, ieri sera, si presentavano più gremite di visitatori che mai... tutti subito incantati di fronte al volo di maestosi falchi che, all’imbrunire, sfilavano nel vento, quasi a voler disegnare infiniti cerchi. Obbedienti ai comandi degli abili falconieri, loro fidati padroni, questi maestosi animali hanno lasciato il pubblico incantato, col naso all’insù ,incredulo di fronte all’eleganza che le lunghe ali di protagonisti così particolari trasmettevano.
Conclusosi nell’arco di una mezz’ora densa di stupore e soddisfazione, lo spettacolo ha lasciato spazio alla serata.
Con l’addensarsi dell’oscurità crepuscolare, i falchi sono tornati sulle braccia dei falconieri, incappucciati, ma sempre vigili, in mezzo al passeggio di chi, voltandosi, restava ammaliato dal piumaggio di un volatile così raro ed in quel momento, tanto vicino a sé.
Impossibile trovarsi a vivere dei tempi morti. Anche le brevi attese che intercorrono tra uno spettacolo e l’altro riescono perfettamente ad essere colmate dai mille artigiani che, in ogni angolo di strada, filano, tessono, scolpiscono legno e pietre dalle quali nascono fantastiche figure.
Fatidicus
Ecco che quel costante sottofondo di musica medioevale aumenta sempre più di tono.. l’attenzione dei passanti viene carpita e trascinata ancora una volta nella piazza Maggiore del Borgo dove la riproduzione di lotte e combattimenti sta per cominciare.
Lucenti spade tagliano lo spazio che separa i combattenti, coordinazione e ferocia simulata ricreano esattamente l’atmosfera dei duelli cinquecenteschi che, fino a ieri,ero abituato a vedere soltanto filtrati dallo schermo di una qualche televisione.
Ed è alla fine di questo secondo spettacolo che le molte locande iniziano a riempirsi di persone, attratte dagli invitanti profumi che dalle cucine si diffondono, fino a raggiungere chi desidera assaporare le portate di cui si legge su menù e tabelloni affissi nei rispettivi ingressi.
Nobili, milizia et vulgo
Intanto, sotto una luna piena che illumina il cielo di una luce rossastra, tamburi e cornamuse aprono la strada a corte di “nobili, milizia et vulgo”, seguiti da abili sbandieratori. E’ un piacere per gli occhi anche solo osservare gli abiti che questi indossano. Tessuti lucenti, bordure in pizzo, coroncine sulle acconciature delle dame e imponenti copricapo portati dagli uomini. La camminata e la postura non perdono neppure per un attimo la rigida impostazione medioevale. Le bandiere volano in alto e ruotano sopra le nostre teste, per poi riscendere e cadere nelle ferme mani dei componenti della Compagnia.
Intanto piccoli gruppi di visitatori si soffermano, sorridenti, a seguire gli intrattenimenti di un gruppo di alchimisti. Beveroni magici che cambiano colore, intrugli che colpiscono il pubblico vengono presentati da un gruppo di ragazzi abbigliati da speziali,che diffondono, con le loro battute, l’ilarità tra gli animi degli spettatori.
Ammirevole è la cortesia di ogni artigiano, pellai che non esitano a scambiare battute con chiunque passi davanti al loro banchetto, liutai che spiegano ai turisti interessati la procedura seguita per la creazioni di quei magici strumenti..
Ecco che la festa si avvia verso la conclusione. Per un’altra volta, gli spalti di Piazza Maggiore si riempiono, sta per andare in scena lo spettacolo dei trampolieri: Fatidicus. Ballerini, alti più che mai, svettano sopra qualsiasi spettatore, con una sorprendente agilità, danzano, saltano, recitano con le loro movenze. Un giovane tramutato in daino come punizione, per aver osservato una dea, canta la sua storia. Dei piccoli e simbolici effetti speciali, arricchiscono la scena, che si svolge su fondali e note dolci ma coinvolgenti.
Lo Sarracino
La serata termina in allegria. Lo spettacolo di Hammel, mangiafuoco e fachiro, rende protagonisti uomini, donne e bambini scelti a caso dal pubblico. La sua simpatia non soffoca, tuttavia, la bravura e il controllo che dimostra con fiamme e cocci di vetro…
Vino
E quando tutto sembra finire, almeno per quella notte, non resta che ripercorrere con gli amici i momenti più affascinanti della serata di fronte ad un buon bicchiere di vino..
Palio di coppia
Credo che il modo migliore per andare al Palio del Daino sia in compagnia di una ragazza. Ci puoi andare anche con la compagnia di amici e divertirti facendo commenti sulle cose che vedi in giro, le battute e tutte le solite cose che si fanno quando si è in compagnia. Però in due è un'altra cosa. Tutto diventa più intimo, le scoperte e gli stupori non si urlano ma si sottolineano con un sorriso ed uno sguardo. In due si può scivolare lungo i vicoli senza farsi notare ed assistere a qualche cosa di speciale ed inatteso.
Inoltre, una volta passata mezzanotte le taverne diventano luoghi magici, con la luce soffusa, il verde del cortile, un filare di vigna che ombreggia il tavolo, gente che chiacchiera, artisti di strada e popolani che bevono l'ultimo bicchiere. Così, dentro le taverne, è bello farsi due risate in compagnia. Ma in due... In due, con intorno la festa che finisce, le file di tavoli vuoti, la conversazione trascende. E poi entra dentro in fondo all'anima e riesce fuori con quella infinita malinconia che è della fine di una festa e della fine di un'estate.
Sono tanti anni che vengo al Palio. Tante volte ci sono andato con un gruppo di amici, alcune volte con qualche ragazza speciale. Credo con tre ragazze. La prima l'ho raccontata nel post di ieri. La ragazza mora e abbronzata e la prima volta che venivo al palio. Poi un'altra volta qualche anno fa'. Poi ieri con questa ragazza che non è la mia ragazza ma è lo stesso. Ogni volta è stata una notte da ricordare, fotogrammi come dentro un film e queste luci sul verde del prato nel cortile della Taverna. A me piace particolarmente quella del Borgo. Mi piace il suo grande prato, i tavoli sotto gli olivi, la vigna, le mura del convento e tutto il resto.
Due modi di vivere una serata al Palio
Ci sono due modi di vivere una serata al Palio del Daino. Il palio riserba ogni sera tanti divertenti spettacoli di strada ed un grande spettacolo nella Piazza Maggiore attorno alle 23:00. Il primo modo di vivere una serata al Palio consiste nel procurarsi un programma all'ingresso e organizzare il vostro giro in modo da non perdervi nulla di quello che vi interessa. Ad esempio, il clou di ieri sera era il Fatidicus in Piazza Maggiore. Si tratta di uno spettacolo storico del Palio, uno spettacolo nato anche dall'immaginazione di artisti locali tra i quali alcuni della compagnia Li Zanzeri che ospita questi miei racconti.
Il Fatidicus venne rappresentato per la prima volta, per quattro sere di seguito, in una delle più memorabili edizioni, quella del 2001. Ebbe un grande successo nella piazza di Mondaino e poi insieme ad una compagnia teatrale professionistica, L'Oplas Teatro, prese il volo per altri lidi ed altre feste. Dopo un grande giro per l'Italia e per l'Europa, dopo circa quattro anni, eccolo di ritorno nella piazza di Mondaino. E' andato in scena ieri sera e ci sarà anche stasera. E stasera non me lo lascerò sfuggire.
Flussi di vino rosso rubino
Sì, perché ieri è andata proprio così. Me lo sono perso perché esiste un altro modo magnifico di vivere una serata al Palio del Daino. E' molto semplice. Consiste nell'entrare dalla Porta Marina, aprire bene tutti cinque i sensi, registrarsi sulla notte e lasciarsi trasportare dall'onda imprevedibile e calda della festa.
C'è un fiume di gente da seguire, ci sono gli schiamazzi dei giullari, la grazia del giocoliere, lo scoppiettare di colori degli sbandieratori, gli occhi roteanti e terrificanti del gufo. E poi spesso succede che il fulcro di tutta la serata diventi la bottiglia di Sangiovese sul tavolo della taverna.
Discorsi, sguardi, sensazioni, ricordi, tutto ruota attorno a quella bottiglia, al suo vino rosso color rubino e profumato. Capita che ti dimentichi che la fuori c'è una festa con mille cose da scoprire e da vedere. Dalla grande porta della taverna, vedi scivolare nel vicolo migliaia di persone. Ma la tua festa è qui, su questo tavolo accanto al filare delle viti, la respiri assieme al profumo che sale dal bicchiere. Mille cose cose che non sai sono successe lungo le strade del castello. Eppure senti che grazie ad una indicibile, misteriosa ed antica alchimia, tutta la gente, e poi tutte le storie, e tutti i colori, e tutte le risate, tutta questa notte romagnola di mezza estate, tutto è finito dentro ai bicchieri di rosso qui al nostro tavolo alla taverna del Castello.
Mettiamola così: di cosa parliamo quando parliamo del Palio? Di cosa parliamo quando parliamo d'amore?
Stasera si comincia. Nel magnifico Castello di Mondaino, andrà in scena una delle più belle rievocazioni rinascimentali d'Italia. Ogni sera fino a domenica 21 agosto.
Ieri, la sera della vigilia, ho fatto un giro insieme agli amici Zanzeri. Si respirava l'eccitazione della vigilia, ma la gente era molto tranquilla. Il bar della piazza pieno di gente seduta ai tavolini. Gruppi di operai sistemavano le luci e le torce. Prove di musica. Frotte di bambini. Le prove delle luci nella meravigliosa Piazza Cosci dove per tutta la serata si sono esercitati dei bravissimi sbandieratori della compagnia di Mondaino.
Oggi pomeriggio, metre sono qui che sto scrivendo, l'atmosfera è ben più frenetica. Stanno arrivando gli artisti, i commercianti, gli artigiani. Tutti corrono cercando di sistemare il proprio banco e studiare le vie del castelo per capire i punti migliori dove inscenare i propri spettacoli. Una grande eccitazione.
Ieri sera Li Zanzeri erano nel sagrato della Chiesa di San Michele Arcangelo a provare il loro spettacolo La Confraternita de lo Santo Feliciano. Alcuni momenti esilaranti e poi la bellezza e l'eleganza dei numeri dei due nuovi fantasisti, un ragazzo e una ragazza, che accompagneranno stasera Li Zanzeri nelle loro esilaranti peregrinazioni per le vie del castello.
A dopo!
Non so disegnare ma so come disegnerei di quella sera d'estate del 1994 quando per la prima volta andai al Palio del Daino. La prima immagine che ho in testa è quella del castello di Mondaino visto da fuori mentre mi avvicinavo a piedi, per le vie del paese nuovo, dopo aver parcheggiato l'auto. La mia ragazza aveva i capelli neri e lisci ed era molto abbronzata. Qualcosa di lino bianco addosso, la pelle calda per il sole della giornata al mare. Splendente.
Un catino di lava colorata
Si saliva dal basso e lassù in alto, fin dal bar del paese nuovo, vidi il castello con le sue possenti mura inclinate. Mi sentii piccolo. Dai bordi dell'imponente catino sembrava di veder tracimare colore fumante, come dal pentolone di una strega. E mentre il pesante fumo rosso, verde e giallo, scendeva lungo le mura, un cono di luce e fuochi d'artificio si proiettava verso le stelle e il cielo blu scuro e intenso della Romagna d'agosto.
Palio e cieli romagnoli
Quel cielo romagnolo è una promessa. Promette Sangiovese fresco, donne abbronzate con gioielli e monili di ebano, cuoio e corda, promette risa, sbornie e nuovi amici di una notte, qualcuno che ad un certo punto ti offrirà da bere...
Mentre ci avvicinavamo verso la Porta Maggiore (Porta Marina) era questo che avevo in testa. Non immaginavo quello che mi sarebbe stato donato in aggiunta dal Palio del Daino.
Oltre la Porta Maggiore
Varcata la possente Porta Marina ti guardi intorno un po' spaesato. Piano, piano cominci a mettere a fuoco qualcosa di preciso in mezzo ad una incredibile confusione. La strada continua a salire per trenta metri e su intravedi dei porticati e sagome scure di gente stagliata sulla luce forte che proviene dalla piazza. A sinistra la strada scendeva verso un vicolo dalla luce tenue e calda.
1300, 1400 o una qualsiasi notte di mezza estate?
Un tuffo in un luogo nuovo, mai visto, eccitante. Non so se sia un tuffo nel passato, nel Medioevo, nel Rinascimento o semplicemente a Mondaino in una notte di mezza estate. Ad ogni modo, la luce delle torce dà a tutte le cose e alle persone un colore intenso, tremolante, quasi irreale. Ruotai lo sguardo intorno. Subito rimasi trafitto dagli occhi penetranti e lenti di un gigantesco gufo che mi guardava. Socchiuse gli occhi e ruotò piano la testa. Mi guardava da un bancone con degli enormi trespoli su cui stavano appoggiate altre strane creature, civette, barbagianni, falconi.
A destra tre popolane abbondati ci guardano sorridenti da dietro un banco illuminato con su esposti pezzi di elegante biancheria di canapa e lino ricamata e lavorata a mano. Altri popolani scendono dalla strada della piazza con passo frettoloso, coppie di nobili eleganti e magnanimi ci salutano passandoci a fianco lentamente mentre noi ipnotizzati e sorridenti ci guardiamo stupiti e divertiti. Stiamo fermi impalati indecisi su dove andare. Poi dal vicolo a sinistra il Vicolo di Levante, vediamo uscire strani personaggi urlanti.
Una compagnia di funamboli, nani e giocolieri invade lo stradino e la gente si ferma e si scansa per farli passare mentre loro giocano e fanno scherzi ai passanti. Li osserviamo un po' mentre il nostro sguardo è attratto dalle luci soffuse e dalle ombre che si intravedono giù dentro il vicolo. Scendiamo in mezzo alla gente, accarezzati dallo sguardo gentile di commercianti e artigiani ce ci guardano da dietro le bancarelle colorate e spesso animate da esotici o antichi profumi.
Una cena alla Taverna del Borgo
Ricordo che scendemmo fino in fondo al vicolo superando molte bancarelle di artigiani ma anche le Taverne del Contado, quella di Montebello e quella del Castello. Tutte concentrate sul Vicolo di Levante, ognuna attraeva il nostro sguardo ma troppa era la voglia di continuare nella scoperta delle mille sorprese che ti si paravano davanti scendendo per il vicolo. Poi, a sinistra su un muro alto un paio di metri, una grande porta si apriva su un dolce prato verde anche questo illuminato dalla luce soffusa delle torce e da quella elettrica forte e brillante di una grande cucina affollata da popolane e osti intenti ad imbandire piatti e vassoi. Il prato scendeva a destra e di fronte per poi spianare. Sia giù a destra che a sinistra c'erano lunghe tavolate imbandite, solo che quelle a sinistra sembravano più curate. Era la Taverna de lo Borgo. Mangiammo bruschetta e piadina e si bevve un Sangiovese fresco guardandoci negli occhi, ridendo.
La mappa ragionata
Alla Taverna de lo Borgo si accede dalla Via Maggiore su cui alla fine sbuca il Vicolo di Levante. La pianta del paese è in realtà molto semplice ma la prima volta che andate al Palio, in mezzo alla confusione è facile non capire. La pianta delle mura ha la forma di una specie di ovale molto stretto. Ad un vertice dell'ovale trovate la Porta Marina e la Piazza Maggiore, all'altro la seconda porta, quella Montanara, più piccola. Potete andare dalla Porta Marina a Porta Montanara, attraversando tutto il paese, passando per Via Maggiore. Oppure potete camminare sui vicoli che costeggiano le mura, il Vicolo di Levante e quello di Ponente.
In Via Maggiore vengono raccolti gran parte degli artigiani: sono qui all'opera tutti i più importanti artigiani di un tempo: dal maniscalco, vetraio, dai tessitori di canapa, ai cordai, dai liutai agli armaioli, dai calzolai ai tintori di tessuti.
Nel Vicolo di Ponente troverete invece gran parte dei commercianti con meravigliose bancarelle colme di oggetti di artigianato e prodotti alimentari tipici. Oltre a questo il Vicolo di Ponente mette in scena il lato forse oscuro, forse goliardico dell'epoca rinascimentale e medievale. Qui, fino a qualche anno fa, dopo mezzanotte e fino a notte alta, potevate incappare nelle risa sguaiate degli avventori e degli osti dell'Osteria dell'Abraxas.
L'Abraxas è famosa tra gli aficionados perchè è stata scenario delle più memorabili sbornie di viandanti, paesani, figuranti, artisti e artigiani e merita una visita specie dopo mezzanotte. Sempre nel Vicolo di Ponente, potrete visitare il meraviglioso bordello e porgere un malizioso saluto alle altrettanto meravigliose creature che lo abitano.
Come detto, il Vicolo di Levante è invece quello dove si raggruppano le taverne e dove potrete gustare specialità romagnole e pietanze d'epoca frutto di un interessante lavoro di recupero delle tradizioni culinarie dei secoli passati.
Al Palio del Daino è possibile assistere ai migliori spettacoli di teatro di strada e medievale, non solo a livello italiano ma anche internazionale. I luoghi degli spettacoli sono la Piazza Maggiore, la Discesa della Fontana e il Sagrato della Chiesa di San Michele Arcangelo, sulla Via Maggiore. Del resto, semplicemente camminando per le strade del Castello sarà facile incappare in compagnie itineranti che al momento opportuno improvviseranno divertentissimi spettacoli estemporanei.
Alba all’Abraxas
Quella sera di agosto del 1994 la finimmo all'Abraxas. Venimmo catturati dagli osti che offrivano vino gratis ai viandanti. Sui grandi tavoloni incontrammo vecchi e nuovi amici. Nessuno voleva andare a dormire. Alla fine qualcuno rotolò giù dentro ai misteriosi Orti della Fornacella sotto la strada. Questo spettacolo va in scena verso le quattro del mattino. Solo per i più pazienti e viziosi.
Erano pochi i turisti che verso la fine degli anni '80, dalla Riviera si spingevano su fino alle colline della Valle del fiume Conca per visitare i suoi borghi e paesini. Sulle mura delle rocche malatestiane di Mondaino, Saludecio, Montegridolfo, crescevano arbusti ed erbacce. Nelle grotte e nei sotterranei dove oggi trovate osterie fresche ed eleganti con i loro vini d'annata e i camerieri con la grande parananza bordeaux, c'erano i fondi, ripostigli con ragnatele e polvere dove la gente accatastava rottami e antichità.
Ricordo che solo qualche anno prima, durante la mia infanzia, i ragazzini, specie d'estate, erano diversi da quelli di oggi. Erano ragazzi di campagna, riconoscibilissimi e additabili quando scendevano in città. Avventurieri dalle ginocchia abrase e insustite, le magliette scolorite donate dal cugino di città e sul viso rigagnoli di succo di pesca impiastricciati di polvere.
Le rocche, e i contadi intorno, erano lassù, lontani dalla costa, posti dove d'estate non succedeva nulla e le vecchiette e i gatti se ne stavano immobili davanti casa all'ombra dei vicoli mentre i bambini segretamente conquistavano nuovi territori, alberi di ciliegie, case abbandonate, fondi diroccati e misteriosi. Ogni tanto, alle due del pomeriggio, afa e poi il termometro, quello davanti alla porta del bar, allegramente sopra i 30° C, arrivava qualche tedesco con gli occhialini tondi e il berretto di paglia. Herman Hesse.
Poco dopo la fine di tutto questo, dell’estate e dell’afa, la seconda domenica di settembre, nel 1988, a Mondaino era la festa del Santo Patrono, San Michele Arcangelo. Da qualche anno girava l'idea di fare dei giochi, un torneo di abilità tra le contrade. Quell'anno si organizzò tutto a dovere. Lo chiamarono il Palio del Daino. La prova principale consisteva nella gara dei Quattro Cantoni che si svolgeva nella meravigliosa piazzetta ovale che accoglie il visitatore non appena varca la grande porta delle mura.
Sotto il sole cocente, dopo la messa del patrono e dopo il ricco pranzo nelle case del borgo, tutti i paesani si raccoglievano per i giochi nella Piazza Padella, così affettuosamente chiamata dai paesani ma in realtà una tra le più belle piazze dell'entroterra romagnolo, concepita nell' '800 dall'architetto Francesco Cosci. Qui, per qualche ora, tra gli schiamazzi, le risate e il tifo scatenato, i più valenti giovani di contrada, in calzamaglia e casacca medioevale, si davano battaglia in prove di forza, strategia e abilità.
Di solito i turisti arrivavano a tempo scaduto, quando tutto era finito e i ragazzi della contrada vincitrice portavano il palio in trionfo scorazzando urlanti per i vicoli del castello. Qualche forestiero arrivava fin lassù in mezzo alla campagna, forse, ma specialmente era gente dei borghi confinanti, cugini e parenti di città. La festa continuava. Ogni contrada offriva ai visitatori i dolci fatti in casa e il vino. Poi un anno, non ricordo che contrada, fece la piadina con le salsicce. E ne vendette a quintali.
L'atmosfera della festa di paese, la rocca e il castello con i suoi vicoli incantevoli, il gioco e la sfida, cose buone da mangiare. Gli elementi grezzi, gli ingredienti di base del Palio del Daino, oggi una delle più belle feste d'Italia, c'erano già tutti allora. Eppure ancora mancava tanto. Che cosa? Beh, oggi la festa è famosa per essere una delle più ricercate e sofisticate rievocazioni storiche medieval-rinascimentali d'Italia e allora poco lasciava pensare ad una simile gloriosa evoluzione.
I ragazzi delle contrade erano in calzamaglia e le strade del castello creavano facilmente la potente suggestione di un palio e di una festa medievale. Ma il grande spettacolo doveva ancora cominciare.
Li Zanzeri venerdì 12 Agosto aiuteranno la Proloco di Mondaino a promuovere e presentare l'edizione 2005 del Palio de lo Daino al parco tematico Oltremare di Riccione.
In tale occasione saremo presenti con i trampolieri della Signoria dei Gambalunga e con li Mercatanti de lo contado.
Proprio una gran bella vetrina!!!
Ps. per Oltremare lo scorso anno abbiamo collaborato come trampolieri eccovi alcune foto: